CONAU - Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati

CONAU nasce nel Luglio 2008 per fornire una rappresentanza alle aziende che operano nel settore della raccolta degli abiti e accessori usati.
Le aziende e cooperative associate rappresentano tutti gli anelli della filiera, raccoglitori, intermediari, selezionatori e trasformatori e trattano oltre la metà del quantitativo totale di frazione tessile di rifiuti urbani (CER 20.01.10 e 20.01.11) raccolto annualmente in Italia.
CONAU sino ad oggi ha agito esclusivamente come Associazione di settore, non avendo mai attivato iniziative di natura consortile.

In particolare, CONAU rappresenta esclusivamente i soggetti economici che si occupano della raccolta e valorizzazione dell’abbigliamento usato classificato come “RIFIUTO TESSILE URBANO” (CER 20.01.10 e 20.01.11) che gestiscono le diverse attività in conformità alla normativa vigente, mentre non rappresenta le attività legate alla gestione di abbigliamento usato come “DONO”. La differenza tra queste due diverse attività è ben definita dall’art. 14 della Legge contro lo spreco alimentare.

In base alla legge, nel caso del “DONO” il soggetto che lo riceve presso la propria sede, e non tramite cassonetti su strada, deve adoperarsi per renderlo disponibile ai soggetti bisognosi e certo non farne commercio. La parte che risulterà non donabile deve essere gestita come “RIFIUTO”.

GLI ORGANI

Dal maggio 2018 l’Associazione è guidata da Andrea Fluttero.

Nato a Chivasso (To) il 17/02/1958, diplomato Perito industriale grafico è stato fino al 1998 Imprenditore nel settore grafico.

Dal 1985 al 1995 ha ricoperto diversi ruoli amministrativi locali. Dal 1997 al 2005 è stato Sindaco di Chivasso (To), mentre dal 2006 al 2013 è stato Senatore della Repubblica con il ruolo di Segretario della Commissione Ambiente nella XVI Legislatura, con una intensa attività legislativa e rapporti pubblici nei settori Green Economy, Energia, gestione rifiuti, chimica bio based, riciclo e recupero di materia.

Dal 2013 è Consulente libero professionista e si occupa di Relazioni istituzionali e comunicazione nel settore Green Economy.

Fanno parte del Consiglio di Amministrazione CONAU:

GUANCI CARMINE
Vice Presidente
CONSORZIO FARSI PROSSIMO SCS ONLUS
GUARINO VINCENZO
EUROFRIP SRL
ESPOSITO CARMINE
F.LLI ESPOSITO IMPORT EXPORT Srl
PANDOLFI LORENZO
PANDOLFI SRL
MAINA GIANMICHELE
RECOTES SRL
AMERINI EDOARDO
TESMAPRI SPA
BRONZINO ANTONIO
TESMAPRI SPA
CAPILLO ANTONIO
VINTAGE SRL

ATTIVITÀ DI RACCOLTA DEI RIFIUTI TESSILI URBANI

L’attività di raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani ha diverse ricadute positive.

Ambientale. Prolunga la vita di prodotti e materiali, riducendo quindi il consumo di materie prime ed energia per produrne di nuovi. Riduce lo smaltimento in discarica ed il recupero energetico con le conseguenti emissioni.

Economiche. I costi della raccolta sono ad oggi sostenuti grazie ai ricavi dell’attività e quindi non gravano sui cittadini; inoltre le pubbliche amministrazioni risparmiano i costi dello smaltimento di circa 130.000 tonnellate anno di rifiuti che ai prezzi attuali si possono stimare in circa 2,5 milioni di euro anno.

Sociali. Questo tipo di attività, soprattutto per quanto riguarda la raccolta, viene svolto in gran parte da cooperative sociali che garantiscono l’inserimento di personale delle categorie svantaggiate. Complessivamente si stima che il settore crei in Italia oltre 1.000 posti di lavoro, senza considerare i benefici effetti occupazionali sull’indotto generato in altri Paesi.

A tale proposito a novembre 2018 è stato siglato il Protocollo d’intesa tra CONAU, l’Associazione italiana delle aziende della raccolta e valorizzazione dellafrazione tessile dei rifiutiurbani e l’omologa associazione tunisina CONECT GL Friperie, per valorizzare la gestioneintegrata italo-tunisina della filiera dell’abbigliamento usato finalizzata all’economia circolare.



Trattandosi di rifiuti urbani, la titolarità esclusiva della raccolta è affidata dalla legge ai Comuni, ai Consorzi di Comuni o, su delega di questi, ai soggetti gestori del servizio pubblico , i quali a loro volta affidano la raccolta di questa frazione di rifiuti urbani tramite gara ad evidenza pubblica ad un’impresa dotata delle necessarie autorizzazioni.

La raccolta avviene tramite appositi contenitori di vario colore a seconda delle abitudini locali e, a prescindere dal fatto che il materiale sia classificato come rifiuto, è indispensabile sia che i cittadini conferiscano in modo appropriato l’abbigliamento usato nei cassonetti sia che gli operatori raccolgano con particolare attenzione e cura il materiale in quanto la raccolta stessa è finalizzata al massimo riuso e recupero dell’abbigliamento usato.

Entro il 2025, secondo le nuove Direttive europee sull’Economia circolare in tutti i Paesi europei dovrà essere effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani. Ad oggi in Italia la raccolta viene fatta su libera iniziativa delle singole amministrazioni e genera circa 130.000 tonnellate l’anno.

Circa la metà di quanto raccolto viene comprato da aziende italiane per la successiva selezione ed avvio al riuso e riciclo, tenendo conto che le stesse aziende si approvvigionano anche acquistando materiale da raccolte di altri Paesi. La restante metà delle raccolte italiane viene acquistata da aziende collocate in Nord Africa, in Est Europa ed in Asia, che le selezionano ed avviano al riuso e riciclo per soddisfare la domanda dei mercati di quelle aree geografiche.

Dall’attività delle aziende italiane di selezione e valorizzazione si ottiene mediamente il 40% di prodotti da avviare al mercato dell’abbigliamento usato, circa il 50% di materiale da avviare alla trasformazione in pezzame industriale, imbottiture e materiali fonoassorbenti e circa il 10% di rifiuti veri e propri.

PROBLEMATICHE E POTENZIALITÀ DI SVILUPPO DEL SETTORE

Sebbene il settore risulti vitale e attivo, come testimoniato dal valore assoluto della raccolta sempre crescente, così come dal numero delle convenzioni sottoscritte con molti Comuni italiani, diversi sono i punti critici e gli ostacoli che ne rallentano lo sviluppo. Si deve però segnalare che con l’approvazione del Pacchetto rifiuti europeo sull’Economia circolare tutti gli Stati membri entro il 2025 dovranno rendere obbligatoria la raccolta differenziata della frazione tessile dei rifiuti urbani. Questa novità porterà due conseguenze importanti che cambieranno profondamente il settore e rispetto alle quali è necessario agire per tempo.

La prima sarà la necessità di organizzare, tramite un apposito decreto, l’intera filiera secondo il criterio della Responsabilità Estesa del Produttore. La seconda sarà un inevitabile aumento delle raccolte in tutta Europa con un conseguente crollo dei prezzi spuntati, se non addirittura una difficoltà a collocare le maggiori quantità raccolte sul mercato del riuso. A queste si aggiunge il problema della sempre maggiore quantità di abbigliamento realizzato con fibre sintetiche scarsamente interessanti per il mercato del riciclo rispetto alle quali occorrerà investire in ricerca per trovare tecnologie efficaci in grado di recuperare non tanto il filato quanto le materie prime secondarie. Nel frattempo restano aperti alcuni problemi “storici” del settore.

Capitolo “Tessile” Estratto Italia del Riciclo 2018

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